Il miracolo italiano

Cari signori dell’INAIL, voglio raccontarvi una breve e lontana storia, tanto perché possiate completare la vostra “formazione”, mentre vi fregate le mani per i 20 milioni di euro che v’appressate ad incassare.

Era l’Estate del 1965 e, come tanti giovani dell’epoca, durante le vacanze andavo al lavoro. Dove? Nella fabbrica dove lavoravano mio padre e mia madre. Soldi? Non ne vedevo: li davo in famiglia, allora usava così.

Presse per tagliare il cuoio: 5 tonnellate di spinta su una fustella che tagliava articoli tecnici e sportivi in cuoio fra le mani di un quindicenne, senza contratto di lavoro, senza nessuna assicurazione, in pratica, uno zombie.

Un giorno arrivò un tizio accompagnato da sua eminenza il gran direttore generale. Quando se ne fu andato chiesi a mia madre chi fosse: “E’ quello dell’INAIL, poi passa in ufficio, prende la “busta” e se ne va.” Lo credo bene: a parte la mia posizione (fece finta di non notarmi, non chiese nulla), nelle prese di corrente c’erano i fili spellati – nessuna spina, quando si rompevano nessuno le cambiava – tanto non c’era impianto di prese a terra…

Venne Settembre, io tornai a scuola e mia madre rimase sola nel piccolo reparto…cioè…nella stamberga dove si lavorava…

E un brutto giorno la mano sinistra le rimase incastrata fra la fustella e la “bandiera” che pressava le 5 tonnellate…la macchina pressò da sola…a volte succedeva, il gancio scattava senza premere il pedale…e le sfracellò due dita della mano sinistra. Era sola: dovette disincastrare la macchina, liberare il braccio e chiedere aiuto prima di svenire.

Non fu portata all’ospedale ma in una clinica privata – sa, altrimenti c’è l’INAIL, bofonchiò, contrito, il padrone… – e fu curata: perse due dita. Nessuna denuncia, ovvio, altrimenti…eh…il posto di lavoro…

Non pagherò quei soldi, per una questione di principio: ne metterò 15 in grembo alla prima vecchietta che chiede la carità con gli occhi bassi vicino ad una chiesa, oppure me li scoppierò in birra cercando di ricordare il viso di mia madre segnato, il braccio fasciato, mia fratello piccolo da cambiare…

Maledetti, che siate maledetti per il coraggio di chiedere quei miseri 12 euro e 90: andate nuovamente affan… E querelatemi, se ne avete il coraggio.

Carlo Bertani in http://carlobertani.blogspot.com/2015/04/12-euro-e-90.html

Informazioni su apoforeti

Unione Associazioni Culturali
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