Modena, terra di motori

A Modena nel 1961 l’Aerautodromo chiude la sua attività di palcoscenico automobilistico internazionale riservandosi solo a prove, collaudi e a gare motociclistiche. Questo, dopo il terribile incidente del 15 giugno 1961 quando il pilota Giulio Cabianca al volante della Cooper-Castellotti impegnato nelle prove per la gara di Silverstone, uscì dalla pista a 200 km all’ora, centrò un portone lasciato aperto all’incrocio con Via Carlo Zucchi e invase la Via Emilia. Perse la vita assieme ad altre 3 persone. Si chiuse così l’epopea dell’Aerautodromo cittadino che a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta era diventata una vera e propria vetrina dell’automobilismo mondiale, luogo in cui  si davano appuntamento i migliori piloti del mondo per testare gli ultimi modelli sotto gli occhi esperti di tecnici, ingegneri e progettisti.

Mario Casoni

Mario Casoni

Il dirigente storico della distilleria di famiglia Casoni, viene raccontato nella sua carriera da pilota affermato di auto da corsa. “Mario Casoni. Ufficiale e cavaliere” (Ed. Asi Service, Torino, 2014, 158 pagg., 23 euro) è il libro scritto da Vittorio Falzoni Gallerani che narra le gesta sportive del pilota Casoni, nella sua lunga carriera iniziata nel 1962 all’Aerautodromo di Modena per i campionati Universitari italiani, e finita nel 1983 per dirigere l’azienda di famiglia.

Con una Junior prestatagli dal cugino Odoardo Govoni, pilota di valore, ha vinto il Trofeo della Montagna (1963-’64) e si è piazzato secondo in quello di velocità su pista (1964). Ha gareggiato con diverse auto sportive: De Tomaso, Bizzarrini, ma anche Ferrari, Alfa Romeo, Ford, Porsche, e Abarth. Nel suo curriculum anche la F.2 con la Ferrari “Dino”.

Anche don Sergio ha iniziato la sua avventura nel mondo della Formula Uno negli anni Cinquanta, quando la passione per le auto lo aveva portato a Monza, ad assistere il pilota Fangio al Gran Premio del 1954. Da quel momento il “cappellano dei piloti” ha accompagnato tappa dopo tappa, incessantemente, la storia dell’automobilismo a Modena e nel mondo.

«Il mondo della Formula Uno è superstizioso – afferma lo stesso Mantovani in una intervista -. C’ è chi non ci vede di buon occhio perché siamo quelli che danno l’ estrema unzione, ma c’ è anche chi ha bisogno di un confidente». In questa veste di confidente don Sergio ha conosciuto tanti piloti, da Niki Lauda a Gilles Villeneuve, ma i suoi ricordi più belli sono legati a nomi del lontano passato: Fangio, Moss, Von Trips e l’indimenticabile Enzo Ferrari a cui il prete era legato da una profonda e  sincera amicizia.

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