L’età dell’oro

L’idea di un’epoca dorata compare per la prima volta nel poema Le opere e i giorni di Esiodo (metà dell’VIII secolo a.C.). Secondo il poeta si tratta della prima età mitica, il tempo di «un’aurea stirpe di uomini mortali», che «crearono nei primissimi tempi gli immortali che hanno la dimora sull’Olimpo. Essi vissero ai tempi di Crono, quando regnava nel cielo; come dèi passavan la vita con l’animo sgombro da angosce, lontani, fuori dalle fatiche e dalla miseria; né la misera vecchiaia incombeva su loro […] tutte le cose belle essi avevano» (Le opere e i giorni, versi 109 e seguenti).

Esiodo descrive altre quattro ere che sarebbero succedute all’età dell’oro in ordine cronologico: l’età dell’argento, l’età del bronzo, l’età degli eroi e l’età del ferro. Tale involuzione della condizione umana imposta da Zeus è dovuta alla creazione, ad opera degli dei, di Pandora, la prima donna, donata all’uomo perché fosse punito dopo aver ricevuto dal Titano Prometeo il fuoco, rubato da quest’ultimo agli dei. Pandora ha un ruolo simile a quello di Eva nei testi biblici: come Eva, a causa del peccato originale, nega all’uomo la vita felice nell’Eden, così Pandora apre un otre nel quale erano segregati tutti i mali che durante l’età dell’oro erano sconosciuti tra gli uomini.

http://it.wikipedia.org/wiki/Et%C3%A0_dell%27oro

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2 risposte a L’età dell’oro

  1. apoforeti ha detto:

    Noi cresciuti negli anni 50 e 60

    HIT PARADE
    Il 6 gennaio del 1967, venerdì alle ore 13, la Hit Parade vede la luce sotto l’egida di Lelio Luttazzi, già conduttore televisivo di Studio Uno, compositore di diverse canzoni di successo ma solo “per sbarcare il lunario”, e appassionato di jazz, quindi in grado di guardare alla musica leggera con quel giusto distacco. Nei primi tre mesi verranno trattati solo i dischi italiani, o meglio cantati in italiano, ma già in aprile la classifica è completa. L’articolo di presentazione del Radiocorriere parla di una classifica di gradimento, più che di vendita (e la firma della Doxa lascerebbe pensare a questo): si ignora il momento in cui il gradimento si sia accostato al numero di copie vendute. Più volte nel corso degli anni, Luttazzi andrà a ricordare quel primo numero 1: Bang Bang, cantata da Dalida.
    I dischi vengono annunciati con enfasi, un minimo di due volte, all’inizio e durante la canzone che è spesso sfumata, cioè non arriva alla conclusione per motivi di tempo. La distinzione tra cantanti e gruppi sottolineata dalla professionalità del conduttore è che questi ultimi “eseguono” ciò che i singoli si limitano a cantare. I titoli sono accolti da un ipotetico pubblico che applaude entusiasta, dopo essersi fatto molte risate dalle salaci battute del conduttore, un effetto molto in voga proprio nelle “situation commedy” della televisione americana. Al termine della sigla conclusiva e dell’urlo rimasto celebre “Hiiiit Paraaaade!!!”, una voce riepiloga le canzoni ascoltate, citandone titolo e autore, tralasciando l’interprete.

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