Model shop

Siamo nel 1967, Jacques Demy e Agnès Varda si stabiliscono a Los Angeles. Lui ha firmato un contratto con la Columbia per intermediazione del suo amico Gerald Ayres (incontrato in occasione della nomination agli Oscar di Parapluies de Cherbourg nel 1965) che è produttore. Lei si lancia alla scoperta delle contro-culture in piena effervescenza e vi girerà Black Panthers e Lions Love. […] È con una vaga incredulità che Demy si lascia sedurre dalla dolce vita californiana, felice di ritrovarsi nella terra d’origine del suo cinema prediletto, ma anche stimolato dai movimenti dei giovani contestatori e figli dei fiori che cominciano a scuotere sia Hollywood (l’ultimo respiro degli studios) che l’America (lacerata dal conflitto vietnamita). […] Il primo (e ultimo) film americano di Demy sarà Model Shop, dal budget più che ragionevole, ideale per un round di prova. Le riprese hanno luogo in marzo e aprile 1968… Dopo L.A., anche Jacques Demy fa la sua rivoluzione: mentre la Columbia si aspetta senza dubbio da lui una rimasticatura più costosa di Parapluies de Cherbourg o di Demoiselles de Rochefort, egli filma in modo quasi documentario le ventiquattrore di vagabondaggi di un giovane architetto senza lavoro e reduce da una rottura sentimentale, che batte i viali di Los Angeles al volante di una vivace piccola vettura verde smeraldo di cui non riesce a pagare le rate. In un parcheggio, incrocia una bella donna in bianco dall’accento intrigante e decide di seguirla. Questa donna è… Lola. La Lola del primo film di Demy, interpretata da Anouk Aimée. Dopo aver importato Gene Kelly a Rochefort, Demy non può resistere a portare con sé un po’ di Nantes a Hollywood. […] Quello che dà a Model Shop la sua tonalità dolce-amara, oltre alla ferita abissale della bella Lola, è la sentenza della cartolina per il Vietnam che attende il giovane eroe e che sta avvenendo nella realtà durante il film. Per quanto la sua giornata sia indolore, il lunedì successivo partirà per la guerra. Siamo in terreno già noto: Demy non ha lasciato il proprio pessimismo acidulo alla frontiera, ma Model Shop possiede una freschezza tutta particolare dovuta alle riprese ultra-leggere in ambienti naturali, alla luce incomparabilmente scintillante di Los Angeles che Demy scopre felicemente mentre la filma. Visita la città seguendo i passi del suo eroe, si ferma davanti a un gruppo folk che sta facendo le prove, entra nei locali hippy di un giornale progressista, carica in autostop una giovane hippy che gli offre uno spinello per pagarlo: “Scaricami sul Sunset!” La vita è così semplice, in attesa di complicarsela.

Clélia Cohen, Model Shop, Jacques Demy l’enchanteur, “Les Inrockuptibles – Hors série”, aprile 2013

Nell’ambito d “Il cinema ritrovato”, in programmazione presso il Cinema Arlecchino, Via Lame 57, Bologna

Mercoledì 3 luglio 2013, ore 9

Informazioni su apoforeti

Unione Associazioni Culturali
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