1969, Gheddafi prende il potere

Fine anni sessanta: un colpo di Stato in Africa e nel mondo arabo non fa notizia, ma si tratta di un Paese che è stato possedimento italiano e la personalità del colonnello che (dopo le prime incertezze emerge come il rais. il capo della rivoluzione, presenta caratteristiche non comuni. È così che la rivoluzione degli “ufficiali liberi” libici, autori il 1° settembre 1969 di un colpo di Stato classico, incomincia a essere seguita con interesse in Italia e nel mondo. E interesse desta soprattutto il presidente del Consiglio del comando della rivoluzione che ha rovesciato re Idris e la monarchia. Muhammar Gheddafi. molto giovane, molto ascetico, molto radicale, ma sconosciuto a tutti. Chi è Gheddafi? È una domanda» che neppure a distanza di tempo, nonostante i libri dedicati alla Libia rivoluzionaria e le biografie del suo leader, ha trovato una risposta convincente.
Di certo c’è solo che nel frattempo Gheddafi è diventato un protagonista, persino oltre i limiti oggettivi propri di un Paese con i mezzi umani. economici e tecnici della Libia.
Nel 1969 la Libia non è un Paese facile da descrivere e da decifrare: un Paese arretratissimo. con un immenso territorio semi-spopolato, con enormi somme a disposizione grazie al petrolio ma privo di quadri e di strutture sociali per utilizzare al meglio quella rendita ai fini di una politica di sviluppo. Re Idris, che è stato uno del protagonisti della resistenza anticoloniale,. appartiene a una classe e a una generazione che non hanno più molto da dire nel inondo arabo post-coloniale. Gheddafi e i suoi possono presentarsi a buon diritto come gli interpreti di una corrente che anche altrove sta prevalendo a spese del “vecchio” ordine .
Ma proprio l’ insistito parallelo con Nasser — che Gheddafi vede come una specie di legittimazione valida per la Libia e per il mondo arabo — rischia di essere deviante, date le differenze fra Egitto e Libia e dato soprattutto il distacco che intercorre tra la rivoluzione libica del 1969 e la rivoluzione egiziana del 1952. I due grandi elementi di ispirazione dell’azione rivoluzionaria di Gheddafi sono il nazionalismo e la religione. Data la storia del popolo arabo, e dello stesso popolo libico, quei due elementi sono del resto strettamente associati, in ragione della funzione svolta dall’ Islam in tutte le fasi dell’ emancipazione nazionale. Per Gheddafi, però la dimensione a cui applicare quei valori non è circoscritta ai confini libici. Per questo Gheddafi — benché con poca fortuna — cerca di unificare la Libia con i Paesi vicini, rivolgendosi di volta m volta ali Egitto. al Sudan, alla Tunisia. Presentendo che la Libia è insufficiente alla sua leadership e alla carica della rivoluzione di cui è l’ animatore, Gheddafi in un certo senso mette in palio la scomparsa della Libia pur di far avanzare un disegno di “liberazione” per tutto il mondo arabo e per tutto l’ universo islamico. Islam e nazionalismo sono alla base anche della teoria della “terza via” che Gheddafi eleva a sistema per la sua rivoluzione e che codifica nel famoso Libro Verde.
Terza rispetto da una parte al capitalismo e dall’altra al collettivismo, ma orientata, per esplicita affermazione, al socialismo, appunto il “socialismo islamico” o “coranico “. un socialismo egalitario. partecipativo. che rifiuta l’interpretazione materialistica della storia e la lotta di classe. Non si può dire che tutti i presupposti ideologici nella pratica sono stati soddisfatti. Dovendo realizzare insieme la modernizzazione e la trasformazione della società, l’operazione si rivela quanto mai difficile, tanto più in una società dispersa come quella libica, toccala da una crescita tumultuosa, lacerata nei suoi valori originali dall’improvvisa ricchezza del petrolio. Da qui gli ondeggiamenti e le contraddizioni. Anche la concezione della leadership è stata rinnovala da Gheddafi. cosciente dei rischi di una direzione carismatica fine a se stessa, con una ardita alternanza fra “culto della personalità e “rivoluzione culturale” permanente allo scopo di coinvolgere il popolo tutto.
La rivoluzione libica ha effetti sconvolgenti nel Mediterraneo e nel Terzo Mondo per le iniziative del suo capo. Dopo i flirt a prima vista con l’Egitto di Nasser. anche i rapporti con i Paesi arabi sono spesso burrascosi. A Gheddafi si attribuisce una vocazione egemonica nei confronti dei Paesi a sud del Sahara e i suoi interventi nel Ciad sembrano essere una conferma. Sempre più cattivi si faranno col tempo i rapporti con gli Stati Uniti. che in certi periodi arriveranno a considerare la Libia
uno dei fattori eversivi principali a livello mondiale. Gheddafi si indirizzerà così verso un’alleanza impropria con l’Urss. che tuttavia non darà mai l’ impressione di voler coprire tutte e sempre le politiche del colonnello. Resta il rapporto con l’India di odio-amore, di necessità, pieno di controversie, eppure più forte di tutte le crisi e di tutti gli strappi.
Giampaolo Calchi .Novati in 30 anni della nostra storia, 1969 p.31

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