Autunno caldo

L'”autunno caldo” è quello del 1969, periodo di rinnovo di molti contratti dell’industria, preceduto dalle rivolte studentesche dell’anno precedente che lo avevano influenzato facendolo diventare non solo un momento di rivendicazione salariale, ma anche di richieste di egualitarismo e di antiautoritarismo.

Il che, in pratica, significava richiedere anche profondi mutamenti nell’organizzazione del lavoro e una rappresentanza diretta dei lavoratori (comitati di base) non mediati dai sindacati; ma l’unico sindacato che sembra recepire queste istanze è la CISL nel suo VI congresso del luglio 1969.

Il settore metalmeccanico è all’avanguardia nelle lotte, alle assemblee partecipano anche gli impiegati, gli scioperi articolati per comparti proseguono anche durante le trattative, il ministro del lavoro Donat Cattin interviene nella mediazione e accoglie gran parte delle rivendicazioni nel progetto di legge dello Statuto dei lavoratori; il contratto (che apre la strada a tutti gli altri) viene così siglato il 21 dicembre 1969.

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Unione Associazioni Culturali
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