Settimo: ruba un po’ meno

E’ il titolo del successo teatrale del 1964 della compagnia Dario Fo e Franca Rame (i precedenti sono Comica finale (1958), Gli arcangeli non giocano a flipper (1959), Aveva due pistole con gli occhi bianchi e neri (1960), Chi ruba un piede è fortunato in amore (1961), Isabella tre caravelle e un cacciaballe (1963)).
Lo spettacolo è, come al solito, fortemente critico nei confronti della corruzione e degli intrallazzi tipici della società italiana che però reagisce, come al solito, plaudendo a se stessa e divertendosi.

A fronte dell’aumento dell’IGE (oggi IVA) al 20% e della istituzione della tassa sui dividendi azionari (in realtà una sorta di condono: “cedolare secca”) si registra la fiscalizzazione degli oneri sociali (altro regalo alle imprese), ma il raddoppio della carta da bollo (da 200 a 400 lire) e l’aumento della benzina a 120 lire al litro (70% di tasse).

Di conseguenza aumentano l’inflazione e l’evasione fiscale.

Nel frattempo il centro sinistra va avanti, anche se si registra una scissione della parte del PSI più vicina al PCI che fonda il PSIUP, favorendo con la sua uscita le tendenze di riunificazione di PSI e PSDI.

Informazioni su apoforeti

Unione Associazioni Culturali
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